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venerdì 4 settembre 2026
 
 
 
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La commemorazione, giovedì, del 73° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo offre l'occasione per mettere in luce la portata storica e il profondo valore simbolico di questa gloriosa epopea nazionale, impressa nella memoria collettiva dei marocchini e portatrice di nobili valori quali il patriottismo, il sacrificio, la lealtà e l'indissolubile simbiosi tra il Trono e il popolo.


Questo evento fondamentale della storia contemporanea del Regno, i cui fatti risalgono al 1953, rappresenta una tappa decisiva nel percorso della lotta nazionale per la libertà, l'indipendenza e il completamento dell'integrità territoriale, nonché una fonte di ispirazione sempre viva per proseguire l'opera di costruzione di un Marocco moderno e prospero.

Il 20 agosto 1953, le autorità coloniali costrinsero all'esilio l'eroe della liberazione e dell'indipendenza, il compianto Re Mohammed V, nel vano tentativo di spezzare la simbiosi secolare che univa il Trono al popolo e di soffocare la fiamma della lotta nazionale per l'indipendenza.

Tuttavia, questo atto odioso non ha fatto altro che rafforzare la determinazione dei marocchini e suscitare una mobilitazione popolare senza precedenti in tutte le regioni del Regno. Il popolo marocchino si è così levato, con coraggio e abnegazione, contro i disegni del colonialismo, reclamando con forza il ritorno del suo legittimo Sovrano e dichiarandosi pronto a compiere i sacrifici più gravosi per difendere la sovranità, la dignità e i valori sacri della Nazione.

L'esilio del Padre della Nazione segnò dunque l'inizio della fine del giogo coloniale e diede un nuovo impulso alla resistenza nazionale. Sorsero movimenti di resistenza e organizzazioni clandestine che moltiplicarono le operazioni contro i simboli e gli interessi dell'occupazione, mentre un vasto moto di solidarietà e mobilitazione coinvolgeva città, campagne e villaggi del Regno.

La Rivoluzione del Re e del Popolo si inseriva, infatti, nel solco di un lungo processo di resistenza contro l'occupazione straniera, costellato di battaglie ed episodi eroici, in particolare quelle di Elhri nel Medio Atlante (1914), di Anoual nel Rif (tra il 1921 e il 1926), di Bougafer a Ouarzazate e di Jbel Baddou a Errachidia (1933).

Parallelamente a questa resistenza armata, l'azione politica nazionale si era rafforzata attraverso diverse tappe decisive: dalla mobilitazione contro il cosiddetto "Dahir berbero" nel 1930 fino alla presentazione, l'11 gennaio 1944, del Manifesto dell'Indipendenza, che sancì le aspirazioni del popolo marocchino alla libertà, alla sovranità e all'unità nazionale.

Tale lotta conobbe una svolta fondamentale il 9 aprile 1947, quando il compianto Re Mohammed V compì la sua storica visita a Tangeri e vi pronunciò un discorso in cui il Sovrano ribadì le aspirazioni del Marocco all'indipendenza e all'unità nazionale, rafforzando ulteriormente il legame tra il Trono e il movimento nazionale.

Né le campagne di repressione, né le persecuzioni e le vessazioni attuate dalle autorità coloniali riuscirono a scalfire la determinazione del popolo marocchino. Al contrario, l'esilio del legittimo Sovrano trasformò la lotta nazionale in una vera e propria rivoluzione popolare e accelerò il corso degli eventi, fino a piegare la potenza coloniale.

È così che, il 16 novembre 1955, il compianto Re Mohammed V fece il Suo ritorno trionfale in Marocco, portando la lieta notizia della fine del regime di protettorato e aprendo la strada all'indipendenza e a una nuova fase della storia del Regno: quella dell'edificazione nazionale e del completamento dell'integrità territoriale.

Il cammino di liberazione sarebbe poi proseguito con la riconquista di Tarfaya, il 15 aprile 1958, e di Sidi Ifni, il 30 giugno 1969, prima di conoscere – sotto la guida del compianto Re Hassan II – una nuova tappa decisiva con la gloriosa Marcia Verde del 1975, modello di mobilitazione pacifica e civile per il recupero dei diritti legittimi del Regno.

A oltre sette decenni dagli eventi del 20 agosto 1953, la Rivoluzione del Re e del Popolo continua dunque a rappresentare un punto di riferimento fondamentale nella storia del Regno e una scuola di patriottismo, da cui le generazioni successive attingono i valori di lealtà, sacrificio, mobilitazione e attaccamento all'unità nazionale.

Sotto la guida illuminata di Sua Maestà il Re Mohammed VI, questa eredità storica si perpetua oggi nella mobilitazione a favore dello sviluppo, della modernizzazione del Regno e del consolidamento dei suoi risultati, nel medesimo spirito di comunione tra il Trono e il popolo che ha plasmato le tappe fondamentali della storia nazionale.




-Notizie riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas-

 

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