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giovedì 29 ottobre 2020
 
 
 
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In una relazione presentata all'Assemblea generale, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha riaffermato che la situazione nel Sahara marocchino resta caratterizzata da "la calma", interrompendo ancora una volta le false asserzioni dei separatisti sulla situazione nelle Province del Sud del Regno.



In questo documento, che copre il periodo dal 1o luglio 2019 al 31 agosto 2020 e riassume le ultime due relazioni presentate al Consiglio di sicurezza dal Segretario generale sulla situazione nel Sahara marocchino, Guterres mette in rilievo anche gli investimenti del Marocco nelle sue Province del Sud citando, in particolare, la costruzione di un nuovo porto a circa 70 km a nord di Dakaka.

Come dimostra il Segretario generale dell’ONU, gli investimenti del Marocco nel suo Sahara continuano e si rafforzano, soprattutto dopo il lancio da parte di SM del Re Mohammed VI del Nuovo modello di sviluppo delle Province del Sud, nel novembre 2015.

Questo boom economico del Sahara marocchino è accompagnato dal rafforzamento e dalla consacrazione giuridica della piena sovranità del Marocco sulle sue Province del Sud, attraverso l’adozione di due leggi che aggiornano i confini delle acque territoriali del Regno, comprese le coste del Sahara marocchino. Questo importante sviluppo non è sfuggito al capo dell’ONU che lo ha messo in evidenza in questo rapporto: "il 22 gennaio la Camera dei Rappresentanti del Marocco ha adottato due leggi che aggiornano i confini delle sue acque territoriali e della sua zona economica esclusiva che hanno incluso le acque al largo delle coste del Sahara".

Il documento menziona anche le inaugurazione storiche dei Consolati generali da parte di dieci paesi africani nelle città di El Aaiun e Dakhla. A tale proposito, Guterres ha osservato che "tra il 18 dicembre 2019 e il 12 marzo 2020, il Burundi, la Repubblica centrafricana, le Comore, la Costa d’Avorio, Gibuti, Gabon, Gambia, Guinea, Liberia e São Tomé e Príncipe hanno inaugurato consolati generali a Laâyoune o Dakhla".

Infatti, l’apertura di queste rappresentanze diplomatiche africane nel Sahara marocchino è un esempio della visione Reale per fare delle Province del Sud un tratto di unione tra il Marocco e il suo prolungamento africano. Costituiscono altresì la conferma del riconoscimento da parte della comunità internazionale, in particolare dei paesi africani, della sovranità del Marocco sulle sue Province del Sud.

Per quanto riguarda il processo politico, il Segretario generale dell'ONU ha riaffermato i fondamenti della soluzione politica a questa disputa regionale, come raccomandato dal Consiglio di sicurezza in tutte le sue risoluzioni dal 2007.

L’SG dell’ONU ha sottolineato che il Consiglio di sicurezza esamina la situazione del Sahara marocchino "nell’ambito delle questioni relative alla pace e alla sicurezza", sotto il Capitolo VI della Carta dell’ONU sulla composizione pacifica delle controversie.

Ha poi aggiunto che nelle sue successive risoluzioni il Consiglio chiede "una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile", precisando che "il 30 ottobre 2019 il Consiglio di sicurezza ha adottato la risoluzione 2494", in cui ha sottolineato la "necessità di trovare una soluzione politica, realistica, pragmatica, duratura e basata sul compromesso" alla questione del Sahara marocchino. Come tutte le risoluzioni adottate dal 2007, questa risoluzione ha sancito la preminenza dell’iniziativa di autonomia come unica soluzione alla disputa regionale sul Sahara marocchino.

Questa risoluzione, e quelle che l’hanno preceduta, ha inoltre stabilito il ruolo dell’Algeria come principale parte della disputa regionale sul Sahara marocchino, citando cinque volte nella risoluzione, al pari del Marocco.

L’onorevole Guterres ha anche sottolineato lo slancio politico creato dal processo di tavole rotonde avviato dall’ex inviato personale Horst Köhler, con la partecipazione di tutte le parti interessate alla questione del Sahara marocchino, che costituisce l’unica via per proseguire il processo politico esclusivamente dell’ONU.

In tale contesto, ha osservato che "l’Inviato Personale Horst Köhler è stato in grado di ristabilire una dinamica e un impulso necessari al processo politico, in particolare attraverso il processo di tavole rotonde che ha riunito il Marocco, il polisario, l’Algeria e la Mauritania", sottolineando "che è essenziale che la continuità di questo processo politico non sia perduta" e ribadendo il suo "impegno per la nomina di Un nuovo Inviato Personale per costruire sui progressi realizzati" nel processo di tavole rotonde.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha inoltre ricordato i fondamenti della posizione marocchina sulla questione del Sahara marocchino. A tal fine, l’onorevole Guterres ha dedicato un passaggio della sua relazione al discorso Reale del 6 novembre 2019, in occasione del 44esimo anniversario della gloriosa Marche Verde, in cui si afferma che SM il Re Mohammed VI ha sottolineato che il Marocco "continuerà a lavorare con sincerità e buona fede, conformemente al processo politico esclusivamente dell’ONU e alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, per giungere a una soluzione politica realistica, pragmatica e consensuale".

Il capo dell’ONU ha inoltre sottolineato che SM il Re "ha aggiunto che la proposta di autonomia del Marocco del 2007 è l’unica via possibile per giungere a una soluzione, nel pieno rispetto dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale del Regno".

In un altro passaggio, Guterres ha osservato che il sovrano ha anche riaffermato, nel discorso Royal pronunciato il 29 luglio 2019 in occasione della Festa del Trono, l’impegno del Marocco nei confronti del processo politico nel Sahara marocchino, sotto l’egida esclusiva dell’ONU, e ha sottolineato che non era possibile trovare una soluzione al di fuori della piena sovranità del Marocco Marocco e al di fuori dell’iniziativa per l’autonomia.

D’altro canto, Antonio Guterres ha accolto con favore la piena cooperazione del Marocco con la MINURSO.

Il Segretario generale ha infatti espresso la sua piena soddisfazione per la cooperazione con le Forze Armate Reali (FAR), in particolare per l’eccellente livello di scambi nel quadro del meccanismo bilaterale di lavoro e di coordinamento che raggruppa le FAR e la MINURSO, il che ha permesso di risolvere un gran numero di questioni in sospeso.

Allo stesso modo, il Segretario generale dell’ONU ha lodato fortemente la cooperazione del Marocco con la MINURSO durante il difficile periodo della pandemia del Covid-19. A seguito delle misure adottate dalle autorità marocchine, "non sono stati riferiti casi tra il personale della MINURSO", ha osservato.

Inoltre, per quanto riguarda la situazione dei diritti umani, il Segretario generale ha nuovamente sottolineato i dirigenti del Polisario per le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani nei campi di Tinduf in Algeria.

Sig. Guterres ha elencato, ad esempio, i numerosi rapporti ricevuti dall’Alto Commissariato per i diritti umani (OHCHR) in merito al ricorso massiccio e su vasta scala del Polisario alle "molestie, arresti e maltrattamenti di blogger, medici e infermieri" nei campi di Tinduf.

La relazione precisa che negli ultimi mesi queste gravi violazioni si sono moltiplicate contro tutti coloro che si adoperavano per registrare i casi di COVID-19 nei campi di Tindouf. Questa nuova ondata di repressione da parte del Polisario è solo un esempio recente delle massicce e continue violazioni da parte di questo gruppo armato separatista, per mettere a tacere le voci di dissidenti, blogger, giornalisti, attivisti e chiunque sia contrario al dispotismo dei suoi dirigenti.

Questa volta le violazioni hanno colpito il corpo medico e gli attivisti per i diritti umani, che non hanno fatto altro che mettere a nudo le falsificazioni delle informazioni del Polisario sulla pandemia di COVID-19 e denunciare la sua allarmante diffusione tra le popolazioni sequestrate nei campi di Tinduf, prive di qualsiasi protezione e libertà di circolazione, di movimento, di associazione, di espressione e di raduno.

n questo documento, il capo dell’ONU ha allertato l’Assemblea generale in modo fermo e determinato sulle molteplici violazioni del cessate il fuoco, degli accordi militari e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza da parte del Polisario.

Durante il periodo cui si riferisce il rapporto, il capo dell’ONU ha riferito di un’intensificazione gravissima delle violazioni commesse dal gruppo armato separatista.

In effetti, il Segretario generale ha rilevato, nella sua ultima relazione presentata all'inizio del mese al Consiglio di sicurezza, 57 gravi violazioni da parte dei separatisti e oltre 1000 violazioni individuali. Cifre inedite negli annali delle Nazioni Unite. Oltre al loro numero, anche la gravità di tali violazioni è senza precedenti e obbliga il gruppo separatista a risolverle immediatamente.

Guterres ritorna anche sulle violazioni e le provocazioni da parte del Polisario e dei suoi ripresi di giustizia nella zona cuscinetto di Guergarate, mantenendo la presenza di elementi armati e procedendo al blocco del passaggio tra Marocco e Mauritania.

Queste violazioni rappresentano una sfida per l’autorità del Segretario generale dell’ONU che, in numerose occasioni, anche il 27 settembre 2020, ha ingiunto al Polisario di rispettare la libertà di circolazione di beni e persone nella zona di Guergarate. Nelle risoluzioni 2414, 2440, 2468 e 2494, il Consiglio di sicurezza aveva espresso preoccupazione per la presenza del gruppo armato separatista nella zona cuscinetto di Guergarate e ne aveva chiesto il ritiro immediato.


-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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