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venerdì 7 agosto 2020
 
 
 
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Personaggi ruandesi hanno convenuto sul carattere realistico, pragmatico e sostenibile dell’iniziativa marocchina di Autonomia in occasione di una conferenza organizzata nel quadro del programma civico Sahara Debate, moderata dal giornalista Hisham Alaoui.



Nel suo intervento, André Gakwaya, giornalista e direttore dell’agenzia ruandese Ruanda News Agency, ha sottolineato la pertinenza e la lungimiranza dell’iniziativa marocchina di Autonomia come unica soluzione alla disputa regionale sul Sahara marocchino.

Si ricorda che la presentazione dell’iniziativa marocchina d’Autonomia nel 2007 costituisce la base della dinamica in corso del processo politico delle Nazioni Unite. In tutte le risoluzioni adottate a partire dal 2007, il Consiglio di sicurezza ritiene che questa iniziativa sia "seria e credibile".

Il giornalista ha inoltre espresso la sua ammirazione per gli sforzi compiuti dal Marocco per lo sviluppo della regione nel quadro del Nuovo Modello di Sviluppo per le Province del Sud lanciato da Sua Maestà il Re nel 2015. Ha sottolineato che questo modello, dotato di un budget di 81 miliardi di diari, è sostenuto da un approccio olistico e integrato.

Gakwaya ha sottolineato che dieci Stati africani hanno aperto i Consolati generali a El Ayun e a Dakhla, riconoscendo il loro ruolo di hub economico regionale.

Sig. Gakwaya ha ritenuto che vi sia una dinamica irreversibile a favore dell’affermazione della marocchina del Sahara in Africa, ricordando che 44 Stati hanno ritirato il loro riconoscimento della pseudo "rasd" dal 2000.

Secondo Gakwaya, la decisione 693 adottata nel 31° Vertice dei capi di Stato e di governo nel 2018 "ha posto fine alla cacofonia", riaffermando l’esclusività delle Nazioni Unite per la ricerca di una soluzione definitiva alla questione del Sahara marocchino.

Su un altro argomento, gli oratori intervenuti in questa discussione hanno sottolineato l’importante contributo del Marocco allo sviluppo e all’integrazione dell’Africa, nonché i legami storici, umani ed economici tra il Marocco e il suo continente.

Evode Imena, ex ministro delle Miniere del Ruanda, ha sottolineato che il ritorno del Marocco all’Unione africana è "un passo molto importante, sia per il Marocco che per il resto dell’Africa".

L’ex ministro ha affermato che, con il ritorno del Marocco all’Unione africana, "si potrà costruire una comunità più diversificata, ma una comunità unita", ritenendo che la posizione geografica del Marocco lo renda un tratto di unione tra Africa ed Europa.

Da parte sua, il presidente dell’Associazione degli ex studenti ruandesi in Marocco, François Xavier Nshimiyina, ha ricordato che il contributo del Marocco allo sviluppo dell’Africa non è iniziato con il suo ritorno all’Unione africana nel 2017.

E’ stato d’accordo con l’onorevole Gakwaya, il quale ha affermato che il Marocco ha sempre fatto in modo di condividere la propria esperienza con i fratelli africani, in uno spirito di solidarietà, nei settori chiave della sanità, dell’istruzione e dello sviluppo sostenibile.

E’ opportuno ricordare che dal 1999 il Marocco ha concluso quasi 1000 accordi di cooperazione bilaterale con gli altri Stati africani, partendo dalla visione di SM il Re Mohammed VI per una cooperazione sud-sud solidale e attiva.

Nella sua analisi dei legami umani che uniscono il Marocco al suo continente, Gakwaya ha sottolineato gli sforzi compiuti dal Marocco a favore dell’integrazione dei migranti che si trovano sul suo territorio nel quadro della strategia nazionale d’immigrazione e d’asilo, lanciata nel 2014.

Questi sforzi d’integrazione trovano ispirazione nel carattere plurale e aperto del Regno, secondo Gakwaya, che si è detto colpito dalla "tolleranza, scambio e convivialità" che caratterizza la coesistenza tra le religioni in Marocco.

La videoconferenza è stata organizzata nel quadro del Sahara Debate, un programma dei cittadini che si propone come piattaforma aperta e democratica per gettare un'illuminazione serena e superata sulla questione del Sahara marocchino.



-Notizia rigurado alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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