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lunedì 1 giugno 2020
 
 
 
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La recente creazione del Movimento per la pace Sahrawi (MSP) segna l'inizio della fine per il fronte corrotto del Polisario, ha affermato l'esperto peruviano in relazioni internazionali Ricardo Sánchez Serra.



In un articolo pubblicato sul sito d’informazione "Prensa21", Sánchez Serra ha sottolineato che "il futuro del Polisario è oscuro e l’MSP ne sottoscrive il declino", aggiungendo che "le popolazioni di Tinduf sono sequestrate dal Polisario, che peraltro non è riconosciuto dall’ONU come un movimento di liberazione, poiché l’organizzazione sa perfettamente di non essere Non è indipendente e sopravvive grazie al governo algerino".

Il nuovo movimento "è una vera alternativa al fronte corrotto", ha aggiunto, ricordando che "le popolazioni saharawi detenute nei campi di Tinduf sul territorio algerino sono private dei loro diritti, isolate dal resto del mondo e vivono in condizioni disumane".

L'esperto peruviano ha rilevato che "uno degli aspetti più importanti per comprendere la disputa regionale (sul Sahara marocchino) è la questione della rappresentatività", sottolineando il fallimento diplomatico registrato l'anno scorso dal Polisario e dal suo mentore algerino, quando il Comitato speciale delle 24 Nazioni Unite ha invitato rappresentanti eletti del Sahara marocchino a partecipare alle sue riunioni.

Allo stesso tempo, Sánchez Serra ha sottolineato che "il Movimento per la pace saharawi ha posto fine al mito secondo cui il Polisario sarebbe l’unico rappresentante dei saharawi".

Per quarant'anni di giogo nei campi, "le popolazioni detenute non hanno mai sperimentato la democrazia che può consentire una certa rappresentatività", ha sottolineato, precisando che il Polisario "esercita individualmente ed esclusivamente un'amministrazione totalitaria e autoritaria" dei campi attraverso milizie che censurano la mobilità, le raduni e l'esercizio del diritto alla critica.

L’esperto peruviano ha inoltre comunicato che l’MSP ha inviato una lettera al Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, nella quale ha espresso la sua disponibilità ad adoperarsi per una "soluzione pacifica nella pace e nell’intesa".

L'autore dell'articolo ha affermato che "ad un certo punto le Nazioni Unite porranno fine ai negoziati, perché non si può dialogare con i sequestrati o con gli enti fittizi", aggiungendo che "le popolazioni di Tinduf non sono rifugiati" ma "ostaggi del Polisario".

L'MSP intende "un'opzione politica che pone sulla via pacifica e aspira a occupare il posto che gli spetta come nuovo riferimento politico sulla scena", definendosi animata da una "ferma e sincera volontà di esercitare influenze positive e di contribuire, con approcci alternativi, alla ricerca di una soluzione di compromesso sostenibile" alla questione del Sahara.


-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

 

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