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giovedì 14 novembre 2019
 
 
 
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L'iniziativa d'autonomia è la sola via per raggiungere un regolamento del conflitto, nel rispetto dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del regno. Si è rafforzata con il numero incessantemente crescente di paese vicino a 163 non che riconosce l'entità fittizia del RASD .



Suo maestà il re Mohammed VI, ha indirizzato mercoledì un discorso alla nazione in occasione del 44esimo anniversario della Marcia Verde.

Ecco il testo integrale del discorso reale:

"Elogio a Dio, preghiera e pace sul profeta, la sua famiglia ed i suoi compagni.

Caro popolo,

La Marcia Verde è stata e resterà il simbolo assoluto della simbiosi che interrottamente collega il trono ed il popolo.
È la prova, se di è fabbisogno, che insieme, il re ed il popolo del Marocco sono capaci di raccogliere le sfide alle quali la nazione può essere confrontata.

Lo slancio che, nel 1975, ha reso possibile il recupero del Sahara si perpetua oggi ancora, ed è sempre lo spirito imperituro della Marcia Verde che li anima quando ci impegniamo a condurre a buona fine lo sviluppo di tutte le regioni del regno.

Abbiamo la stessa ambizione per le nostre province del Sud che costituiscono una vera lineetta tra il Marocco ed il resto dell'Africa sui piani geografici, umani ed economici.

Caro popolo,
 
Sulla Marocanità del Sahara, il Marocco ha sempre pubblicato una posizione chiara, ispirata da una forte fede nella precisione della sua causa e la legittimità dei suoi diritti.

È, dunque, con sincerità e buona fede che continuerà ad operare, conformemente al processo politico esclusivamente onusien ed alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, per raggiungere una soluzione politica, realistica, pragmatica e consensuale.

Seria, credibile, giudiziosa nei suoi orientamenti, l'iniziativa d'autonomia costituisce la traduzione concreta della soluzione ricercata. In effetti, è la sola via possibile per raggiungere un regolamento del conflitto, nel rispetto totale dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del regno.

Questa prospettiva si è rafforzata per il fatto che un numero incessantemente crescente di paese (per essere più precisi 163 finora) non riconosce l'entità fittizia della RASD.

L'iniziativa d'autonomia è anche consolidata dai partenariati e gli accordi che legano le grandi potenze e un certo numero di paesi fratelli ed amici al nostro paese e che coprono tutte le sue regioni, comprese le province del Sud.

Caro popolo,

Grazie alla Marcia Verde, il Marocco ha recuperato le sue province del sud.

Da allora, la carta del Marocco è bene cambiata. Tuttavia, ne non assimiliamo sempre esattamente la sua configurazione che situa Rabat alla punta del nord del paese, ed Agadir nel suo centro., il Marocco ha recuperato le sue province del sud.

Da allora, la carta del Marocco è bene cambiata. Tuttavia, ne non assimiliamo sempre esattamente la sua configurazione che situa Rabat alla punta del nord del paese, ed Agadir nel suo centro.

In effetti, Agadir si trova quasi ad equidistanza di Tangeri e delle province sahariane.

Inoltre, è inconcepibile che nonostante la centralità geografica della regione di Agadir, nonostante le sue risorse, delle sue potenzialità, alcune infrastrutture di base si fermano all'altezza di Marrakech.

Di conseguenza, chiamiamo ad una riflessione seria sullo stabilimento di un collegamento ferroviario tra Marrakech ed Agadir, prevedendo la prospettiva di un'estensione ulteriore al resto delle province del sud.

Raccomandiamo anche lo sviluppo della rete stradale che rafforziamo fin d'ora con la messa in atto della via espressa Agadir-Dakhla.

Questa linea contribuirà non soltanto all'apertura dell'insieme della regione, ma soprattutto al suo sviluppo ed al suo aumento economico, dinamizzando in particolare il trasporto delle persone e delle merci e portando un sostegno ai settori economici in generale, alle attività di export ed al turismo in particolare.

Questo progetto d'infrastruttura ferroviaria costituirà infine una leva essenziale per la creazione di numerosi posti di lavoro, non soltanto nella regione di sotto, ma anche in tutte le zone vicine.

In effetti, la regione di sotto-Ammassare deve diventare un polo economico che collega le parti settentrionali e meridionali del Marocco, operando la giunzione tra Tangeri al Nord ed Oujda all'Est da un lato, e le nostre province sahariane dall'altro. Quest'orientamento si iscrive nel quadro della regionalizzazione avanzata, pensata nello spirito di una ripartizione equa delle ricchezze tra le regioni del regno.

Il Marocco che chiamiamo dei nostri desideri deve essere costruito in uno spirito d'armonia e di complementarità tra le sue regioni. D'altra parte, ciascuna deve potere beneficiare equamente delle infrastrutture e dei grandi progetti, necessariamente vantaggiosi all'insieme del paese.

Lo sviluppo regionale deve essere fondato sulla cooperazione tra le regioni e sulla loro complementarità. Ciascuna di esse deve, secondo le sue potenzialità e le sue specificità, disporre di una grande zona dedicata alle attività economiche.
Occorre, anche, attuare le politiche settoriali a livello regionale.

A tale riguardo, sottoliniamo che la dinamica nuova, che abbiamo lanciato al livello delle istituzioni dello Stato, del governo e dell'amministrazione, dovrà, così, essere declinato su scala regionale.

Caro popolo,

La nostra preoccupazione di garantire uno sviluppo equilibrato ed equo, che va a vantaggio di tutte le regioni del regno ha uguale soltanto un nostro impegno a stabilire relazioni sane e solide con gli stati magrebini fratelli.

Infatti, nei confronti delle opportunità e delle sfide che cela, la situazione attuale nella regione e nello spazio mediterraneo sollecita la nostra attenzione e le induce ad intraprendere un'azione costruttiva.

In effetti:

• Da un lato, la gioventù maghrebina esige da noi la messa in atto di uno spazio aperto, propizio all'interazione ed allo scambio;

• D'altra parte, il settore degli affari richiede che gli siano garantite delle condizioni favorevoli al suo sviluppo;

• Inoltre i nostri partner, europei in particolare, hanno bisogno di un socio efficace;

• Quanto ai nostri fratelli dell'Africa subsahariana, attendono che i nostri paesi contribuiscono a realizzare i programmi e raccogliere le sfide principali nel continente;

• Infine, i nostri fratelli arabi desiderano vedere il grande Magreb associarsi alla costruzione di un nuovo ordine arabo.

Le speranze e le attese sono enormi; le sfide sono numerose e complesse. Ma, si può deplorare che alcuni ne non misurano l'importanza.

In verità, il nostro nemico comune risiede nell'immobilismo ed il debole livello di sviluppo che conoscono ancora No. cinque popoli.

Caro popolo,

Il Sahara marocchino costituisce la barriera del Marocco verso l'Africa subsahariana.

Dalla nostra adesione al trono, abbiamo iscritto il nostro continente nel cuore della nostra politica esterna. Così, abbiamo effettuato numerose visite nei suoi vari paesi ed abbiamo concluso con loro quasi mille accordi che coprono tutti i settori di cooperazione.

Quest'orientamento ha portato i suoi frutti poiché il Marocco occupa ormai, un posto di scelta in Africa, nei settori economici, politici, culturali e religiosi.

Di più, siamo determinati a stabilire il Marocco in attore chiave della costruzione dell'Africa di domani.

La nostra ambizione è anche di aumentare il livello degli scambi commerciali, come pure il volume degli investimenti marocchini sulla scala del continente. Si tratta, infine, di iniziare una tappa nuova, su base di interessi reciprocamente benefici.

Per raggiungere quest'obiettivi, il Marocco dovrà onorare i suoi impegni e continuare a consolidare la sua presenza in Africa.

Caro popolo,

Tutti siamo interessati quando la sfida è di preservare l'unità nazionale e l'integrità territoriale, di promuovere lo sviluppo globale sulla scala del paese intero.

Ci spetta, inoltre, indurre incessantemente le relazioni umane, economiche e politiche che legano il Marocco ai paesi africani.

Il momento è propizio per ribadire il nostro attaccamento al giuramento della Marcia Verde, e la nostra fedeltà alla memoria immacolata del suo artigiano, nostro venerato padre, suo maestà il re Hassan II, che Dio lo abbia nella sua misericordia santa, come pure a tutti i cuori appassionati di libertà, a questi marocchini che hanno consentito molti sacrifici per la libertà ed il progresso del Marocco, per la sua unità, la sua sicurezza e la sua stabilità ".

- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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