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domenica 15 settembre 2019
 
 
 
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Suo maestà il re Mohammed VI: "la sovranità piena ed intera del Marocco nel quadro dell'iniziativa d'autonomia è la sola ed unica via possibile per giungere nel regolamento auspicato"

"Ribadiamo il nostro impegno sincero da conservare la mano tesa in direzione dei nostri fratelli in Algeria, fedeli in ciò ai legami di classe, di religione, di lingua e di buona vicinanza, che collegano da allora sempre No. due popoli fratelli"



Suo maestà il re Mohammed VI, ha ribadito, lunedì sera a Tetuan, in un discorso indirizzato alla nazione in occasione del 20o anniversario dell'adesione di SM il re al trono dei suoi gloriosi che la celebrazione di questo giorno nazionale è "l'espressione più eloquente del nostro attaccamento indefettibile alla marocanità di nostro Sahara, alla nostra unità nazionale ed alla nostra integrità territoriale. È anche la dichiarazione solenne della nostra sovranità piena ed intera su tutto il territorio del regno".

Il sovrano ha chiamato "ad una mobilizzazione costante a tutti i livelli", per consolidare le acquisizioni ai piani onusien, africani ed europei e "contrastare le manovre dei nemici", che sottolineano "l'adesione sincera„ del regno al processo politico condotto sotto l'egida esclusiva delle Nazioni Unite, pur ribadendo che l'iniziativa d'autonomia è "la sola ed unica via possibile per giungere nel regolamento auspicato", nel quadro del rispetto della sovranità piena ed intera del Marocco.

Esprimendo "la sua fede profonda nella Comunità di destino" dei paesi vicini sui piani storici e culturali, e rispetto alle sfide di Securità e di sviluppo alle quali la regione è confrontata, la sua maestà ha rinnovato "l'impegno sincero da conservare la mano tesa in direzione dei nostri fratelli in Algeria" per realizzare "le aspirazioni all'unità, alla complementarità ed all'integrazione, portata dai nostri popoli magrebini fratelli".

Il sovrano ha anche evocato l'ultima illustrazione in data di questa prossimità che risale al taglio dell'Africa delle nazioni, organizzata in Egitto, "durante il quale il re ed il popolo del Marocco in uno slancio spontaneo e sincero, hanno testimoniato la loro compassione ed il loro sostegno entusiasti alla selezione algerina. Si sono aggiunti al popolo algerino per condividere il suo orgoglio, a seguito dell'sacre meritato in occasione di questa concorrenza, poiché, questa vittoria, la hanno considerata come anche lo loro".

Ecco il testo integrale del discorso reale:

"Elogio a Dio, preghiera e pace sul profeta, la sua famiglia ed i suoi compagni.

Caro popolo,

Venti anni sono passati da quando me è caduto il carico di presiedere al ta destino. La missione è col metro della responsabilità che sottende, immenso.

Dinanzi a te e dinanzi a Dio tutto-potente, ho fatto il giuramento di compierlo con una devozione sincera.
Dio è pilota della perseveranza con la quale ho difeso i tes interessi superiori e le tes cause giuste.

È anche pilota della preoccupazione assoluta che è sempre stata mia: servirgli facendo in modo che tutti i Marocchini, dove che si trovano, usufruiscono equamente e liberamente di condizioni di vita degne.

Rendiamo grazie al signore per i vantaggi che ci ha così generosamente prodigato, cementando, nell'unità e la simbiosi, il patto di fedeltà reciproca che lega il trono al popolo, tessendo tra te e me legami d'affezione e di fedeltà che il tempo induce e rinforza.

Cantiamo i suoi elogi per l'unanimità nazionale che raccoglie tutti i Marocchini attorno alle costanti ed ai simboli incoronati della nazione, attorno alle scelte principali del paese:

• Ai primi posti: la monarchia patriottica e cittadina che si vuole vicino ai cittadini, facendo i suoi le loro preoccupazioni e le loro aspirazioni e cercando di soddisfarle.

• In secondo luogo: la prosecuzione risolta dell'opera di consolidamento democratico e di ricerca dello sviluppo.

• In terzo luogo: le riforme profonde impegnate, le riconciliazioni condotte a buona fine ed i progetti di portata realizzati.

Grazie alla congiunzione di queste scelte essenziali, lode a Dio, proseguiamo la costruzione del Marocco moderno, usandole a livellare le difficoltà incontrate in cammino.

Ringraziamo anche l'Altissimo di avere coronato di successo le iniziative e le azioni che abbiamo intrapreso al servizio del nostro popolo e della nostra patria.

Certamente, non ci è stato ancora dato di realizzare tutto questo a che aspiriamo. Ma, oggi, siamo più determinati a mantenere il capo, capitalizzando le acquisizioni ottenute, completando la dinamica di riforme in corso, correggendo le disfunzioni osservate sul campo.

Caro popolo,



 

 

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